Recensione Saints Row Gat Out Of Hell, azione e commedia in un’espansione

saints row gat out of hell

Rilasciato per le console next gen, assieme a Playstation 3 ed Xbox 360 e PC Windows, Saints Row Get Out Of Hell si propone di portare a nuovi livelli narrativi e grafici l’intenso e complicato filone degli action adventure screziati da qualche venatura di commedia, all’insegna di quell’ironia che ha sempre contraddistinto i titoli più roboanti in termini di performance grafica e trama evoluta.

Lo sviluppo del gioco ha seguito l’ispirazione che vede Gat Out Of Hell come successore, nonché espansione, al precedente Saints Row IV, configurandosi come un’espansione stand-alone, perciò perfettamente giocabile a prescindere dal possesso del titolo. Avremo, una volta iniziato il gioco, accesso a due protagonisti principali, ovvero Kinzie Kensington o Johnny Gat, a cui il titolo è ovviamente ispirato.

Il gameplay prende abbondantemente in prestito dai prequel di Saints Row le interazioni fondamentali e le modalità di gioco, proponendosi come uno shooter in terza persona dai toni alquanto apocalittici ed energici, prendendo piede in una città del tutto open-world, fattore che consentirà al giocatore, oltre che all’immedesimazione rapida, anche la possibilità di partecipare a più quest e missioni secondarie.

Il sistema di gioco non permette di personalizzare i propri protagonisti, tuttavia i custom character delle precedenti edizioni saranno importabili per mantenere una linea di continuità con la storyline principale. Saints Row Get Out Of Hell introduce, inoltre, in questa edizione, il cosiddetto angelic flight, una particolare capacità che permetterà al protagonista il volo, ed in maniera piuttosto coreografica e pirotecnica come la saga ci ha abituato.

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Questo episodio prevede l’avvio di una trama in grado di tessere le fila dell’epilogo di Saints Row IV, ovvero incentrando l’attenzione sulla navetta in cui i Third Street Saints stanno celebrando il luogotenente Kensington, giocando al contempo con una tavoletta Ouija, nota per evocare presenze paranormali. Il contatto avviene effettivamente, e permette a nientemeno che satana di mostrarsi ai Saints, che vorrà il leader di questi ultimi come consorte per la propria figlia Jezebel.

Da questo punto in poi, una serie di vicissitudini dai toni romanzeschi e comici porterà Johnny a scontrarsi con varie entità degli inferi, tra continui riferimenti mitologici ed una redenzione finale causata dalla possibilità di rendere il corpo degli scapestrati Saints un gruppo di protettori del bene anziché una delle tante street gang che popolano i luoghi virtuali del gioco.

Il nuovo cast di personaggi, assieme ad abilità del tutto inedite, offre a Saints Row un sapore del tutto nuovo, arrivando a percepire gli scenari di gioco come un’avventura a sé piuttosto che sequel ad un buon numero di titoli di Volition e High Voltage Software in cui la componente gangsta/comedic è importante per l’approccio al gioco.

Lo script relativo ai dialoghi è in grado di sostenere da solo il peso di un’avventura così estesa su un open world, incagliandosi tuttavia a livello di longevità: l’unica critica che è possibile muovere al nuovo Saints Row risiede infatti nella sua eccessiva brevità, nonostante i canoni comuni per le espansioni stand-alone di giochi action in cui l’avventura ed il sarcasmo lasciano il segno.