Prima che fossero lanciati sul mercato gli smartphone e le varie applicazioni si poteva dire che la lingua più parlata al mondo fosse l’inglese, ma da diverso tempo le emoticon sono diventate le protagoniste della comunicazione.

Infatti, faccine e simboli presenti sulle tastiere dei tablet e degli smartphone con oltre 6 miliardi di conversazioni ogni giorno, sono la lingua della Rete, per cui se dobbiamo rispondere alla domanda “Qual è la lingua più parlata al mondo?” Le emoticon sono la risposta più esatta.

Per anni si è dibattuto se effettivamente l’inglese fosse la lingua universale, poiché molti sostenevano che potessero essere spagnolo o cinese, ma in realtà, soffermandoci oggi sulla reale situazione e sul linguaggio utilizzato in tutto il mondo per comunicare, non ci sono dubbi nell’affermare che la lingua più usata per parlare quotidianamente è quella usata sulle applicazioni, sui social media e sui siti web, ovvero le emoji o emoticon.

Da diversi anni le emoji hanno invaso smartphone e computer, arrivando a sostituire alcune parole e anche intere frasi per trasmettere il proprio stato d’animo agli altri, un esempio è la faccina che sorride o quella che manda un bacio.

Ma sapete dove sono nate le emoji? Dobbiamo fare un tuffo nel passato, precisamente negli anni Novanta in Giappone, anche se per vario tempo non sono state utilizzate in Occidente, il successo è arrivato quando si sono diffusi i primi programmi per la messaggistica istantanea come MSN, mentre il boom è avvenuto definitivamente con WhatsApp e Facebook Messenger.

Diffusione delle emoticon

Il successo oggi è così importante e forte che è possibile anche leggere un libro famoso come Moby Dick di Herman Melville interamente scritto con le emoji, non ci credete?

Il libro si chiama Emoji Dick ed è scritto da Fred Benenson, questo è dovuto anche al numero degli emoji che negli ultimi anni è cresciuto a dismisura, basti pensare che a fine anni Novanta esistevano solo un centinaio di faccine e simboli, mentre oggi ce ne sono più di duemila.

Le emoji permettono di rappresentare tantissimi stati d’animo e vari aspetti della vita comune, hobby, sport, divertimento, cibo, animali, pianti, viaggi e tanto altro.

Nella maggior parte dei casi sono diretti e hanno un significato molto semplice e riconoscibile, alcuni invece, sono una vera lingua, lasciano spazio all’interpretazione e non sempre è possibile comprendere il giusto significato, per cui il più delle volte vengono interpretati da chi legge e scrive.

I numeri delle Emoticon

Le emoji, chiamate anche emoticon, vengono usate da tutti gli utenti che possono collegarsi in rete, il che vuol dire che più di 3 miliardi di persone ogni giorno comunicano attraverso questi simboli e faccine.

Le persone che parlano l’inglese sono circa un miliardo e mezzo nel mondo, un numero nettamente inferiore a quelle che utilizzano le emoji, come accennato in precedenza, sono oltre 6 miliardi le conversazioni che vedono lo scambio di emoticon quotidianamente.

Degli esempi? In Francia, un uomo è stato condannato a 3 mesi di prigione per aver inviato un messaggio con un emoji di una revolver alla sua ex, mentre negli USA, un giudice ha deciso di non procedere contro una persona che aveva postato delle emoji che raffiguravano delle pistole puntate alla testa di un poliziotto.

Insomma, da questi esempi è chiaro come le emoticon siano diventate la lingua più parlata al mondo per comunicare e che la loro importanza nella comunicazione è stata riconosciuta anche al di fuori della rete, nella vita di tutti i giorni, nel parlato quotidiano e in luoghi importanti come le aule giudiziarie.