Whatsapp è un’applicazione utilizzata praticamente da tutti ogni giorno. La nascita e la diffusione di quest’applicazione ha rivoluzionato il nostro modo di metterci in contatto con il mondo e modificato radicalmente l’idea stessa di reperibilità.

Whatsapp, nonostante le diverse ed infondate catene di Sant’Antonio che girano di frequente, è del tutto gratuita e inoltre non accetta nemmeno ads pubblicitari. Eccoci quindi al punto: come fa a guadagnare Whatsapp? Andiamo a scoprirlo insieme.

Indice:

Whatsapp è davvero gratis?

Viviamo in un’epoca in cui sarebbe bene partire dal presupposto che nulla è gratuito, nemmeno quello che ci viene proposto gratis. Proprio partendo da questo assunto cercheremo di scoprire come fa Whatsapp a guadagnare se i suoi utenti non devono pagare un abbonamento per poterlo utilizzare e se l’app non accetta e non diffonde pubblicità.

Fino a pochi anni fa Whatsapp non era affatto gratuito, in alcuni paesi infatti il download dell’app costava circa 1 euro mentre in altri paesi era gratuita per il primo anno e dopo il primo anno di prova si pagavano 0,89 euro l’anno per il suo utilizzo.

Dal 2016 tuttavia Whatsapp è diventata del tutto gratuita per i suoi utenti, scaricare e utilizzare l’app non costa infatti nulla ai suoi 1,5 miliardi di utilizzatori giornalieri. Come molti sapranno, Whatsapp è diventato di proprietà di Facebook quando fu acquistata da Mark Zuckenberg nel 2014 per ben 19 miliardi di dollari, cifra che oggi è soltanto una parte del valore reale di questa app. Se non si paga per utilizzarla, se non guadagnano dalle pubblicità allora da dove deriva il valore di quest’app?

Come fa a guadagnare Whatsapp?

La famosa massima che dice “se un prodotto è gratis, allora il prodotto sei tu” potrebbe probabilmente calzare a pennello nel caso di Whatsapp. Le politiche intraprese da Facebook per Whatsapp vanno infatti in direzione dell’utilizzo delle informazioni personali degli utenti per fare cassa.

In questo modo Facebook Inc. potrebbe mantenere il servizio totalmente gratuito ma guadagnare contemporaneamente dalla cessione di dati a terzi. Ad affermarlo è stato il Washington Post che ha spiegato con questa svolta la decisione deò co-fondatore di Whatsapp, Jan Koum, di lasciare la società che aveva fondato circa 10 anni fa.

Come fa a guadagnare WhatsApp

Anche l’altro co-fondatore, Brian Acton, dopo aver lasciato la società nel 2017, ha donato ben 50 milioni di dollari a Signal, un’app di messaggistica che si concentra proprio sui concetti di privacy e sicurezza e nel 2018 ha aderito alla campagna #DeleteFacebook a seguito dello scandalo Cambridge Analitica, relativo proprio alla cessione indebita dei dati personali degli utenti da parte di Facebook.

Ovviamente non è detto che i dati personali di chi utilizza Whatsapp finiranno effettivamente per essere venduti a terzi, in diversa misura. In tempi come questi, dove il tema relativo alla privacy è diventato estremamente centrale (dopo lo scandalo di Cambridge Analitica), i vertici di Whatsapp stanno pensando a metodi alternativi di monetizzare.

Uno di questi metodi è certamente Whatsapp Business, un’app gratuita destinata alle piccole imprese per consentirgli di creare un profilo che le rappresenti e inviare messaggi ai propri clienti tramite Whatsapp. Proprio con l’obiettivo di aumentare l’utilità di Whatsapp Business, Facebook sembra orientato ad indebolire la crittografia attualmente disponibile per l’app di messaggistica, iniziando a condividere più dati personali degli utenti, anche con Facebook stesso.

Altre voci vorrebbero anche l’introduzione di un nuovo formato pubblicitario, acquistabile tramite Ads Manager di face book con l’obiettivo di stimolare le persone ad aprire una finestra Whatsapp reimpostata per invogliare le persone a contattare le aziende (che utilizzando Whatsapp Buisness). Secondo altre voci nei prossimi anni Whatsapp potrebbe inoltre inserire messaggi promozionali anche negli Status, cioè la versione delle storie.