Certamente avrete sentito più volte nei dibattiti politici il termine “famiglia o coppia di fatto”. Ecco un articolo che risponderà alla domanda coppia di fatto cosa sono?

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Coppia di fatto cosa sono?

La famiglia di fatto non è altro che un nucleo familiare nel quale una coppia convive in modo stabile nel pieno rispetto di quelli che sono i diritti ed i doveri coniugali senza che la loro unione sia stata ufficializzata da un matrimonio.

Coppia di fatto cosa sono

Proprio come la famiglia tradizionale, anche la famiglia di fatto deve avere determinati requisiti per potersi definire tale. Per far parte di una coppia di fatto è essenziale che due persone maggiorenni siano unite stabilmente da legami affettivi di coppia, di assistenza morale e materiale reciproca e che condividano la dimora abituale.

Diritti e doveri della coppia di fatto

diritti riconosciuti ad una coppia di fatto sono molti nonostante non siano gli stessi riconosciuti ai coniugi sposati. C’è il diritto di visita riconosciuto dall’ordinamento penitenziario come anche l’accesso ai dati personali in ambito sanitario.

Un altro diritto riconosciuto alle coppie di fatto è il diritto alla rappresentanza. Un soggetto potrà scegliere il suo compagno come rappresentante con poteri pieni o limitati, in caso di malattia che comporti l’incapacità di intendere e di volere. Questo serve per delegare al partner, anche in mancanza di un vincolo come il matrimonio, la possibilità decisionale in materia di salute. Ad esempio questo avviene in caso di morte, con la donazione degli organi ma anche relativamente alle modalità di sepoltura.

Uno dei diritti principali riconosciuti alle coppie di fatto è il diritto ad abitare. In caso di morte di uno dei due partner che è il proprietario della casa in cui vive la coppia, colui che resta in vita ha il diritto di continuare ad abitare nella tessa casa per due anni oppure per un periodo pari alla convivenza se questa è durata più di due anni, ma in ogni caso mai più di cinque anni.

Diritto ad abitare coppia di fatto

I conviventi di fatto possono anche far domanda per accedere alle graduatorie per l’edilizia popolare, basta che abbiano messo la loro convivenza nero su bianco con un contratto di convivenza.

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Cosa sono i contratti di convivenza?

Per formalizzare davanti alla legge una convivenza di fatto è necessario effettuare una dichiarazione presso l’anagrafe del Comune di residenza. In questa dichiarazione i conviventi dovranno dichiarare di costituire una coppia di fatto e di vivere nella stessa casa. Questa dichiarazione dovrà essere sottoscritta in presenza dell’ufficiale e i dichiaranti potranno in questo modo ottenere il certificato di stato di famiglia.

Una convivenza di fatto non deve però essere per forza formalizzata all’anagrafe, basterà anche utilizzare i cosiddetti contratti di convivenza, introdotti dalla Legge Cirinnà il 5 giugno 2016. Questi contratti sono una garanzia ulteriore per la coppia che consente di disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita come.

I conviventi non sono obbligati a stipulare il contratto di convivenza ma in questo caso, in mancanza anche della registrazione all’anagrafe, non godranno dei diritti e delle tutele previste. I contratti di convivenza possono contenere tutte le indicazioni relative al luogo di residenza della coppia e alle modalità con cui ognuno dei partner contribuirà alla vita in comune.

Cosa sono i contratti di convivenza

È possibile anche stabilire il regime di comunione dei beni, instaurato soltanto sotto diretta richiesta dei due componenti della coppia. Se nulla sarà specificato nel contratto il regime patrimoniale scelto sarà quello della separazione dei beni.

Per sciogliere il contratto di convivenza sarà indispensabile la richiesta di uno o di entrambi i componenti. Il contratto di convivenza va scritto con atto pubblico o con scrittura privata. Nel secondo caso sarà necessaria l’autenticazione di un notaio o di un avvocato che attestino la conformità dell’atto.

Nel caso in cui cessi la convivenza di fatto il giudice potrà stabilire il diritto di uno dei due partner a ricevere gli alimenti se si trova in caso di bisogno e non riesce a sostenere il proprio mantenimento. La durata degli alimenti sarà proporzionale con la durata della convivenza.

Un altro aspetto molto interessante è che in caso di decesso di uno dei due partner per la condotta di un terzo, la legge potrà individuare un risarcimento nei confronti del partner ancora in vita da parte del colpevole, proprio come avviene per una coppia sposata.

Questa rivoluzione è stata messa in atto dalle Legge Cirinnà, la legge n° 76/2016 che ha portato alla regolamentazione delle convivenze di fatto ed ha istituito le unioni civili per le coppie omosessuali. La differenza tra coppia di fatto e unione civile infatti è proprio che le seconde sono dedicate soltanto alle coppie omosessuali, quindi l’unione civile esclude la convivenza di fatto, proprio come in caso di matrimonio.