La medicina orientale ha origini molto lontane nel tempo, i suoi principi si basano sul concetto che l’uomo, per stare in salute e bene con sé stesso, deve trovare il perfetto equilibrio tra mente, corpo e spirito.

Questa medicina viene considerata alternativa o complementare alla medicina occidentale e i suoi benefici sono davvero numerosi, ma prima di approfondire questi due aspetti molti importanti, cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Cos’è la medicina orientale

La medicina orientale utilizza metodi diversi da quelli occidentali per apportare benessere e salute, interviene favorendo il riequilibrio delle tre entità che compongono l’essere umano che, come detto in precedenza, sono mente, corpo e spirito.

Che cos'è la medicina orientale

Nel corso dei secoli, si sono sviluppate diverse scuole di pensiero e modalità di cura, ma la filosofia che sta alla base del pensiero e che le accomuna tutte, riguarda la liberazione del Qi.

Il Qi è l’energia vitale o prana che, attraversa il corpo sfruttando i meridiani, i canali di passaggio che sono sottoposti alle regole dell’equilibrio, ovvero, lo yin e lo yang.

Secondo la medicina orientale, il corpo umano è composto da cinque elementi: il fuoco, la terra, il metallo, l’acqua e il legno, che regolano l’energia vitale. Quando l’essere umano si ammala avviene uno squilibrio tra questi elementi.

Cerchiamo di comprendere meglio i concetti di Yin, Yang e Qi, che sono alla base della medicina tradizionale cinese.

Yin, Yan e Qi

Volendo provare a semplificare l’intero concetto, come riportato sul sito metodounica.it, lo Yin e lo Yang rappresentano due opposti che formano un tutt’uno e che possono esistere solo insieme e mai divisi.

Un essere umano è in buona salute solo se lo Yin e lo Yang sono perfettamente bilanciati, ciò permette all’energia vitale Qi di fluire all’interno del corpo senza alcun ostacolo.

Ma questo equilibrio tra corpo, mente e spirito può essere influenzato negativamente da fattori esterni o interni, provocando una sensazione di malessere.

La medicina orientale interviene con varie metodologie per cercare di ripristinare l’armonia interrotta e riequilibrare lo Yin e lo Yang affinché il Qi torni nuovamente a fluire in completa libertà per tutto il corpo.

Perché è considerata una medicina alternativa o complementare?

Per comprendere perché la medicina orientale viene considerata tale, è necessario capire cosa si intende per medicina alternativa e/o complementare, un campo molto vasto e in costante sviluppo.

Le medicine alternative come l’omeopatia, l’agopuntura, l’osteopatia e la chiropratica, sono metodi di cura non basati sui principi della tradizionale medicina. Sono tutte discipline che hanno radici molto antiche e che si basano sulla concezione olistica dell’individuo.

Queste terapie di medicina complementare sono sempre più considerate metodi integrativi della medicina classica, agiscono stimolando il potere dell’autoguarigione dei pazienti in modo da ripristinare il perfetto equilibrio interiore tra Yin e Yang.

La medicina orientale che contempla molte di queste tecniche è quindi considerata medicina alternativa e/o complementare e prevede un vasto campo di applicazione, escluse patologie acute come fratture ossee e appendicite.

Benefici della medicina orientale alternativa

Le medicina orientale alternativa apporta diversi benefici ed è mirata alla soluzione di problemi di varia natura, fisica e psicosomatica come depressione, ansia, insonnia.

Aiuta anche a risolvere problemi di natura sessuale, disturbi gastrointestinali, problemi della pelle ma anche malattie come diabete, ipertensione e ulcere. Possono essere trattate anche malattie infettive e patologie muscolo-scheletriche.

La medicina orientale e le sue tecniche vengono usate anche come terapia alternativa del dolore per cercare di alleviare la sofferenza, soprattutto in quelle malattie a lungo decorso.

Non ci sono particolari controindicazioni, la medicina orientale è adatta a tutti, anche a bambini, anziani e donne in stato di gravidanza.

Medicina orientale e leggi italiane

Facciamo chiarezza anche sulla pratica della medicina orientale nel nostro Paese. In Italia, l’esercizio di alcune pratiche di medicina tradizionale cinese come l’agopuntura, possono essere esercitate solo da medici chirurghi e odontoiatri e da veterinari, tutti in possesso di regolare abilitazione della professione.

Se si esercitano pratiche di medicina orientale per le quali la legge da chiare indicazioni, senza l’abilitazione alla professione, si commette un grave reato.

Altre terapie più dolci non hanno disposizioni legislative ben chiare, ma è comunque necessario frequentare dei corsi di medicina orientale in scuole e istituti culturali e non, presenti sul nostro territorio.