La ricerca locale resiste all’IA: il vero motivo per cui la Local SEO diventa più forte.
di Redazione
20/11/2025
Il modo di cercare informazioni sta cambiando con una velocità che mette in difficoltà interi settori, perché le piattaforme basate su modelli linguistici hanno introdotto abitudini nuove e modi diversi di ottenere una risposta, riducendo il percorso tra domanda e informazione.
A fronte di un aumento costante delle impressioni registrate sui motori tradizionali, molti siti stanno vivendo un calo dei clic che disegna chiaramente un disallineamento tra visibilità e traffico reale.
Questa divergenza non riguarda però le ricerche locali, dove l’impatto dell’intelligenza artificiale appare molto più contenuto e, in alcuni casi, quasi trascurabile. Le attività che si affidano alla SEO local continuano a osservare grafici stabili, senza quella linea discendente che ha colpito le ricerche informative o di approfondimento.
La ragione non va cercata in un’eccezione, ma in un meccanismo strutturale che differenzia la scoperta locale da ogni altro tipo di interrogazione: per quanto sofisticata possa essere, l’intelligenza artificiale incontra limiti evidenti nel momento in cui deve orientare l’utente verso un luogo fisico, un professionista nelle vicinanze o un servizio radicato nel territorio.
Lo si nota istintivamente quando si prova a chiedere a un chatbot qualcosa come “pizzeria vicino a me”: l’esperienza risulta imprecisa, poco utile e incapace di sostituire quella stessa query su Google Maps o su altre piattaforme progettate per gestire la prossimità.
L’IA non è costruita per la ricerca locale
Quando si chiedono suggerimenti geolocalizzati a un modello linguistico, la risposta raramente è soddisfacente. Le informazioni appaiono generiche, prive di coordinate reali, senza mappe, recensioni aggiornate o percorsi rapidi per raggiungere la destinazione. L’assenza di una comprensione affidabile della posizione dell’utente rappresenta un ostacolo che non dipende da un difetto tecnologico, ma dalla natura stessa di questi sistemi, addestrati su grandi volumi di testi e non progettati per elaborare i segnali in tempo reale tipici delle ricerche locali. Molti utenti evitano di fornire indirizzi o coordinate precise, e i chatbot non possono dedurre l’esatta posizione con la stessa accuratezza dei servizi di mappatura. La conseguenza è una risposta che non corrisponde all’intento, perché nella SEO local la distanza non è un accessorio, ma un fattore determinante per la qualità del risultato.La ricerca locale nasce da un intento concreto
Le query legate al territorio non si limitano a soddisfare una curiosità momentanea. Spesso anticipano una chiamata, una visita fisica, un appuntamento immediato. Chi cerca un idraulico, un ristorante, un elettricista, un centro medico o un corriere espresso sta per compiere un’azione. L’intelligenza artificiale può descrivere una procedura, consigliare cosa chiedere, riassumere un problema tecnico, ma non può sostituire il servizio reale. È un limite che si riflette sulle scelte dei motori stessi: Google tende a non mostrare le Panoramiche generate dall’IA nelle ricerche locali, preferendo riservare quello spazio a query più informative. L’analisi di Ahrefs conferma questa tendenza, con una presenza molto più bassa delle risposte automatiche nelle ricerche con intento locale.Gli strumenti AI dipendono ancora da dati costruiti con la SEO locale
Le piattaforme basate su IA generativa non creano una conoscenza locale autonoma. Raccolgono e sintetizzano ciò che trovano nelle fonti principali, che restano Google Maps, Yelp, TripAdvisor, directory di settore e database ufficiali. Quando un chatbot elenca i “migliori ristoranti” o i “professionisti disponibili nelle vicinanze”, i dati arrivano da quelle stesse piattaforme che un’attività locale ottimizza tramite schede, recensioni, foto e descrizioni. La Local SEO non perde quindi rilevanza, anzi diventa la base del lavoro degli algoritmi. Questo passaggio viene riassunto con chiarezza da Brian Gjermeni, SEO Specialist di Wolf Agency, che osserva come «la ricerca locale non si limita alla pagina web in sé, ma si regge su un’infrastruttura di segnali che i modelli linguistici interpretano come indicatori di affidabilità. È il motivo per cui attività con schede ben mantenute continuano a emergere anche nei contesti dominati dall’intelligenza artificiale». Un commento che evidenzia come la presenza strutturata sulle piattaforme locali continui a influenzare tanto le SERP quanto le risposte generate dai modelli.La Local SEO è già predisposta alla frammentazione
La ricerca sta diventando più distribuita, con utenti che passano senza difficoltà da Google a TikTok, da Maps ai chatbot, da Amazon ai comparatori verticali. La SEO locale, per sua natura, non si affida a un unico canale. Lavora sulla presenza diffusa in directory di settore, aggregatori, app di mappe, piattaforme regionali, profili professionali. Questa distribuzione incontra perfettamente il modo in cui gli strumenti AI raccolgono i dati, perché un’attività rappresentata in modo coerente in più punti del web offre un quadro solido che i modelli possono interpretare con minori margini di errore. In questo scenario si inserisce il punto di vista di Isan Hydi, CEO di Wolf Agency, che sintetizza così la direzione verso cui ci si sta muovendo: «Le aziende che presidiano la ricerca locale non temono i nuovi paradigmi dell’IA, perché hanno costruito un ecosistema di segnali coerenti. L’intelligenza artificiale interpreta ciò che è già stato reso visibile. La Local SEO funziona proprio perché fornisce ai sistemi tutto ciò di cui hanno bisogno per riconoscere un’attività». Un approccio che vede nella strategia locale una risorsa destinata a crescere, non a perdere rilevanza.Quattro modi concreti per rafforzare la presenza locale
Chi gestisce un’attività radicata nel territorio può mantenere o ampliare la propria visibilità seguendo alcune indicazioni operative che rispondono ai cambiamenti introdotti dall’IA, senza snaturare ciò che già funziona.- Conservare le tattiche SEO che incidono sul mid e bottom funnel: le fasi decisive del percorso utente restano sensibili ai segnali tradizionali, perché nei momenti in cui l’azione si avvicina l’utente preferisce informazioni precise, contatti diretti e dati verificati.
- Garantire coerenza in tutti i punti del web: il nome dell’attività, l’indirizzo, i recapiti, gli orari e le categorie devono essere identici ovunque compaiano. La precisione del NAP continua a essere una delle variabili più importanti.
- Completare ogni profilo locale con cura editoriale: immagini autentiche, descrizioni dettagliate, categorie ben scelte, domande frequenti e indicazioni specifiche aiutano a distinguersi e a fornire ai modelli IA segnali ordinati.
- Incentivare recensioni regolari: gli algoritmi riconoscono contenuti freschi e autentici, e le recensioni rappresentano un indicatore che valorizza tanto la ricerca tradizionale quanto quella mediata dall’IA.
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