Negli ultimi anni, moltissimi consumatori nostrani hanno deciso di sottoscrivere un prestito personale, strumento che consente di poter acquistare immediatamente un bene o un servizio ammortizzando mensilmente il rimborso da dover sostenere all’ente erogatore. Durante il corso del tempo, tuttavia, le motivazioni per le quali si approccia al mondo del credito sono differenti.

Se un tempo, infatti, era considerato solo uno strumento al quale attingere in difetto della liquidità necessaria per far fronte all’acquisto di un bene o servizio, oggi, in moltissimi casi, viene utilizzato a tutela del proprio patrimonio finanziario, onde evitare di smobilizzare una parte significativa dell’ammontare complessivo di quest’ultimo.

Il prestito non serve solo per reperire la liquidità indisponibile

Un aspetto, quest’ultimo, che evidenzia il cambio di mentalità da parte degli italiani, che si dimostrano più maturi e consapevoli nella gestione del loro patrimonio. Ognuno, per quanto ovvio, agisce secondo la propria coscienza, in base a quello che reputi sia effettivamente migliore in base alle sue convinzioni.

Utilizzare una parte significativa del proprio patrimonio, tuttavia, è sempre altamente sconsigliato, in modo da potersi proteggere per eventuali altri imprevisti che potrebbero accadere in momenti successivi. La prudenza, quindi, imporrebbe di contrarre un prestito, magari per un importo parziale del bene o servizio acquistato, evitando di restare con scarsa liquidità a propria disposizione.

Se si opta per la soluzione del prestito personale, è importante, tuttavia, calibrare quale sia la rata effettivamente sostenibile, evitando di contrarre un impegno mensile di importo troppo elevato, che poi, nel corso del tempo, non siamo in grado di poter sostenere. Spesso, a ragion veduta, si vuol richiedere un finanziamento da poter estinguere nel più breve tempo possibile, in modo da liberarsi di un “peso” e pagare meno interessi, senza badare all’effettiva sostenibilità del debito mensile.

Anche in questo caso, in via prudenziale, meglio optare per una durata più lunga, al fine di rendere maggiormente sostenibile l’impegno mensile da assumere. Tutti i prestiti, infatti, prevedono la possibilità di poter estinguere anticipatamente, sia totalmente che parzialmente, il debito sottoscritto, rendendo ancor più leggera la rata (rimborso parziale) o annullando totalmente il finanziamento (rimborso totale).

Gli elementi da tenere in considerazione quando si valuta un finanziamento

Nel suo sito, Marco Germanò, parla molto spesso di come valutare un buon prestito e capire se è realmente conveniente, tenendo presente, oltre agli aspetti fin qui citati, anche il fattore economico, determinante, nella maggior parte dei casi, nel far decidere se privilegiare una finanziaria piuttosto che un’altra.

I portali di comparazione, come quello poc’anzi citato, rappresentano senza alcun dubbio un ottimo supporto per il consumatore, che è in grado di poter scegliere il finanziamento maggiormente confacente alle proprie esigenze in pochi e semplici click. Quando si deve operare una valutazione di un prestito, tuttavia, è importante essere a conoscenza dei parametri da dover confrontare, al fine di effettuare la propria scelta nella massima consapevolezza.

Alcuni consumatori, fortunatamente in numero costantemente discendente, effettuano la propria scelta basandosi sul tasso evidenziato nei vari messaggi pubblicitari, ovvero il TAN (tasso annuo nominale), che non esprime, però, la reale onerosità di un prestito. Chiunque abbia sottoscritto un finanziamento, infatti, è conscio che i capitoli di costo sono molteplici e riguardano anche la commissione di istruttoria della pratica, le spese di incasso rata ed eventuali altri costi come – a titolo esemplificativo – l’assicurazione (sempre facoltativa) collegata al prestito.

Il parametro da tenere in considerazione per comprendere l’effettiva convenienza di un prestito, di conseguenza, non è il TAN ma il TAEG (tasso annuo effettivo globale): in quest’ultimo, infatti, sono ricomprese tutte le eventuali spese poc’anzi citate. Se il TAEG proposto è effettivamente in linea con quanto previsto dalla normativa vigente, lo si può comprendere utilizzando come “benchmark” il TEG (Tasso Effettivo Globale).

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  • Post last modified:3 Aprile 2022
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