Senza testamento a chi spetta l’eredità?
Da Redazione
Settembre 27, 2019

Cosa succede quando un soggetto muore senza aver fatto testamento? La legge è chiara a riguardo e i criteri di ripartizione dell’eredità sono molto precisi. Andiamo a scoprire, in questa nostra guida, senza testamento a chi spetta l’eredità.
Senza testamento a chi spetta l’eredità?
Cosa succede se un soggetto muore senza aver fatto testamento? In questo caso la legge ci viene in soccorso stabilendo i criteri in base ai quali viene ripartita l’eredità. Tutti questi criteri fanno complessivamente riferimento alla definizione di successione legittima.
In questi casi dunque, i soggetti individuati vengono chiamati all’eredità in base ad una vera e propria graduatoria che va in base ai diversi gradi di parentela. A seguito di questa chiamata potrà esserci o meno l’accettazione dell’eredità, tutti i successori infatti, anche quelli legittimi, possono rinunciare all’eredità.
Secondo quanto stabilito dalla legge lo Stato destina il patrimonio del defunto al coniuge, ai figli, ai parenti più stretti o se proprio nessuno reclama l’eredità, allo Stato stesso. La legge in poche parole, in assenza di testamento, favorisce i familiari più stretti del defunto, coloro ai quali almeno in linea teorica, avrebbe lasciato i suoi averi se avesse fatto testamento.
Andiamo quindi a vedere concretamente come viene distribuita l’eredità del defunto che non ha fatto testamento.
Il coniuge
Il coniuge dell’individuo defunto senza aver lasciato testamento, erediterà la metà del patrimonio se a concorrere ci sarà un solo figlio; un terzo del patrimonio se concorre con due o più figli; due terzi del patrimonio se concorre con genitori o nonni; fratelli e sorelle del defunto; l’intero patrimonio nel caso di assenza di altri concorrenti.
Non c’è alcuna differenza tra coniuge separato e coniuge non separato, a meno che non gli sia stata addebitata la separazione. Per il coniuge divorziato invece non c’è alcun diritto sui beni lasciati dall’ex consorte.
Figli e nipoti
I figli che siano legittimi (cioè nati durante il matrimonio), naturali (cioè da genitori non sposati), riconosciuti, legittimati (da genitori sposati dopo la nascita) o adottivi sono per legge posti tutti sullo stesso piano.
I figli ereditano in parti esattamente uguali e nel caso in cui non possano o non vogliano ereditare, la loro parte di eredità viene assegnata agli altri discendenti diretti: i nipoti. La presenza dei figli esclude dalla successione tutti gli altri parenti compresi i genitori, i fratelli e le sorelle del defunto.
Genitori, nonni, fratelli
Genitori, nonni e fratelli e sorelle del defunto beneficiano della successione soltanto se il defunto non ha figli. I genitori ereditano in parti uguali oppure tutto l’unico genitore ancora in vita. In caso di assenza di genitori ad ereditare sono i nonni, metà ai nonni del lato materno, metà a quelli del lato paterno.
Se esistono fratelli o sorelle, concorrono con i genitori del defunto per l’eredità per un massimo della metà. Una metà infatti è garantita ai genitori mentre la metà restante viene spartita in parti uguali tra i fratelli e le sorelle in vita.
Parenti entro il sesto grado
Nel caso in cui non ci siano coniugi, figli e nipoti, genitori, nonni e fratelli, il patrimonio viene ceduto ad altri parenti in vita, fino al sesto grado. Il principio della distribuzione dell’eredità è che il parente più vicino esclude quello più lontano e quelli di pari grado ereditano in parti uguali.
Il convivente
Ad oggi, il convivente non è contemplato tra i possibili successori del defunto. Al di là della durata del rapporto infatti, in mancanza di testamento il convivente non erediterà nulla. Per questo è sempre consigliabile contrarre matrimonio o unioni civili.
A tal proposito consigliamo di leggere la nostra guida sulle coppie di fatto in cui spieghiamo nel dettaglio che cosa sono e cosa prevede la legge in queste circostanze.
Lo Stato
Per finire, nel caso in cui il defunto non abbia parenti entro il sesto grado, il patrimonio sarà ereditato automaticamente dallo Stato che non gode della facoltà di rinunciare. Questo è fatto con lo scopo di preservare l’ordine pubblico, in modo da non dar vita a possibili conflitti per prendere possesso dei beni del defunto.
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