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Chi ha inventato la pila (batteria)?

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di Redazione

02/09/2019

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Quasi tutti gli strumenti elettronici di cui facciamo uso sfruttano delle pile per l’alimentazione. È uno strumento entrato ormai a far parte della nostra vita di tutti i giorni e come per tutti gli strumenti di uso comune si finisce spesso per darli per scontati, per questo è bene sapere chi ha inventato la pila e la sua storia fino ai giorni nostri. In questa guida andremo prima di tutto a conoscere una pila, capire cosa si intenda esattamente con questo termine e vedere come è composta. Successivamente parleremo del suo inventore e cercheremo di ripercorrere insieme la storia della pila.

Che cos'è una pila?

La pila è uno strumento capace di trasformare l’energia chimica in energia elettrica, costituito da due conduttori di prima classe, formati da lamine metalliche o di carbone, dette elettrodi. Ogni elettrodo è immerso in un conduttore di seconda classe formato da soluzioni elettrolitiche, Sali fusi, ecc. Generalmente una pila è quindi un sistema generale formato da due scomparti distinti, detti semicelle, collegati tra loro da un ponte salino o da un setto poroso e contenenti ognno un elettrolita (in forma liquida o solida) in cui viene immerso un elettrodo di materiale conduttore. La soluzione di una delle celle è ossidante, ossia riceve elettroni dall’elettrodo che vi è immerso mentre l’altra cella è riducente, cioè cede elettroni all’elettrodo che vi è immerso. In questo modo si viene a creare una differenza di potenziale tra i due elettrodi ed essa sarà la forza elettromotrice della pila, sfruttabile collegando i due elettrodi con un conduttore attraverso cui far passare il moto degli elettroni, la corrente elettrica appunto. [amazon bestseller="pile" items="4" template="list"]

Chi ha inventato la pila?

Il 20 marzo del 1800 Alessandro Volta inventò la pila, il primo grande generatore di elettricità al mondo. Volta è nato a Como il 18 febbraio 1745 e viene ricordato nel mondo scientifico soprattutto per i suoi studi sull’elettricità che lo portarono alla creazione della prima pila elettrica, annunciata al mondo proprio il 20 marzo 1800. Alessandro Volta inventò la pila Per presentare la sua nuova creazione Alessandro Volta scrisse una lettera al presidente della Royal Society e il successo per la sua creatura non tardò ad arrivare. La pila di Volta era piuttosto differente dalle pile moderne, essa infatti era costituita da una colonna di dischetti di zinco, feltro imbevuto in acqua salata e rame. Collegando un filo elettrico alle due estremità era possibile prelevare l’ energia elettrica generata dalla reazione chimica. Durante i suoi primi esperimenti per la creazione della pila si narra che Volta abbia utilizzato dei bicchieri da vino, riempiti di acqua salata e salamoia. In onore dello scopritore della pila, l’unità di misura della corrente elettrica è il Volt. Alessandro Volta era senza dubbio un grande studioso, basti pensare che oltre ad aver inventato la pila è anche lo scopritore del gas metano, da lui chiamato aria infiammabile di palude. Vi consigliamo di dare uno sguardo alla nostra guida uida all'acquisto sulle batterie ricaricabili per individuare il modello migliore in base alle vostre esigenze.

Storia della pila

Ora che abbiamo ben chiaro chi ha inventato la pila, andiamo a vedere insieme la storia e l’evoluzione di questo magnifico strumento. La prima pila priva di liquidi e prodotta industrialmente su ampia scala fu la pila zinco-carbone, brevettata nel 1886 da Carl Gassner. Nel 1950 arrivarono invece sul mercato le pile alcaline, inventate dall’ingegnere canadese Lewis Urry, furono l’evoluzione della pila zinco-carbone di cui permisero il superamento dei limiti pur ad un maggior costo. Anche se la prima pila zinco-aria fu inventata nel 1914 da Charles Féry, soltanto nel 1970 fu possibile ridurla a dimensioni accettabili per l’utilizzo e la commercializzazione. Le pile zinco-aria hanno oggi le dimensioni di un bottone e sono utilizzate ad esempio negli apparecchi acustici o per il funzionamento di strumenti. Chi ha inventato la pila Nel 1950 ha fatto la sua comparsa sul mercato anche la pila all’argento, utilizzata per tutta la seconda metà del ‘900 dall’aeronautica militare sia civile che spaziale. Questo tipo di batteria ha alti costi di realizzazione soprattutto a causa della presenza dell’argento ed è quindi diffusa e commercializzata soltanto sottoforma di batterie di piccole dimensioni (un bottone) e viene utilizzata per alimentare orologi, calcolatrici e altri oggetti di piccole dimensioni. Nel 1942 Samuel Ruben realizzò la pila al mercurio, utilizzata anche in ambito militare durante la seconda guerra mondiale per apparecchi elettrici, metal detector e walkie-talkie. Nonostante il successo di queste batterie sul mercato, a partire dagli anni ’90 ne è stata vietata la commercializzazione in tutti gli Stati Uniti, in Europa e in alcuni altri stati, a causa soprattutto del mercurio prodotto dallo smaltimento, molto dannoso per l’ambiente. Per finire abbiamo la famosa pila al litio, che non deve essere confusa con le batterie ricaricabili agli ioni di litio. Fu inventata nel 1970 e commercializzata in forma di bottone, viene utilizzata molto ancora oggi per macchine fotografiche, calcolatrici, orologi, telecomandi a chiusura centralizzata e tanto altro.
Redazione

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