Impresa da zero nell’hospitality: la storia e i consigli di Lanfranco Pescante
di Redazione
22/09/2025
Avviare un’attività nel mondo dell’hospitality non significa soltanto avere un’idea brillante. È un percorso che pretende disciplina, sacrificio e capacità di leggere i bisogni delle persone. Ma senza passione, quella autentica che spinge ad andare avanti anche quando tutto sembra remare contro, la strada resta incompleta.
È ciò che ha dimostrato Lanfranco Pescante: partito giovanissimo, con poche certezze ma con un sogno preciso, ha saputo costruire un brand internazionale nel settore dell’accoglienza e dell’intrattenimento.
L’inizio nel mondo della ristorazione negli Stati Uniti
Il primo incontro con il mondo della ristorazione avviene negli Stati Uniti, dove Pescante si trasferisce ancora quindicenne. Comincia come tanti, dai gradini più bassi: lavapiatti, runner, barista. Ma la sua è una curiosità instancabile, desiderio di comprendere come funziona questo mondo cercando di apprendere il più possibile da ogni esperienza. E così in pochi anni passa da ruoli operativi a diventare, appena diciannovenne, assistente del general manager di un ristorante molto conosciuto. Eppure, nonostante i traguardi raggiunti, resta insoddisfatto. Gestire il lavoro altrui non basta: dentro di lui cresce l’urgenza di creare qualcosa di suo, capace di incarnare una visione personale dell’ospitalità.I primi passi verso il mondo degli eventi e intrattenimento
Il passo successivo nasce dall’incontro tra audacia e creatività. Pescante inizia a organizzare eventi in case abbandonate trasformandoli in esperienze esclusive grazie a un’attenzione maniacale per dettagli, luci, musica e atmosfera. Ciò che per altri era soltanto un party, per lui diventava una regia completa: dall’ingresso alla scelta dei drink, ogni elemento era pensato per coinvolgere chi partecipava. Il successo di queste serate lo porta a collaborare con locali e ristoranti, che iniziano a richiedere la sua consulenza per dare nuova linfa ai propri eventi. E dopo questa esperienza che fonda la Nocturnal Hospitality Group, la prima impresa che porta la sua firma, capace di coniugare ristorazione, intrattenimento e spettacolo.Franklin Manor: il primo vero traguardo
Dall’esperienza maturata con il Nocturnal Hospitality Group prende vita il Franklin Manor, un locale che rappresenta il primo progetto che ricalca completamente la visione di Pescante, basato su tutti ciò per cui aveva lavorato negli anni precedenti: musica ed eventi, intrattenimento e ristorazione. Non un ristorante tradizionale, né un club nel senso stretto del termine, ma un format ibrido, concepito per trasformare l’atto dell’ospitalità in qualcosa di unico e coinvolgente. Il Franklin Manor è progettato per lasciare un segno emotivo duraturo: concerti dal vivo, scenografie e design curati con attenzione maniacale, atmosfere immersive e un team preparato che contribuisce a rendere ogni serata speciale. Con questo progetto, Lanfranco Pescante afferma la sua idea di hospitality come arte di trasformare ogni incontro in un’esperienza memorabile. Per Pescante, l’hospitality non è mai stata mera offerta di servizi, ma una forma di relazione. L’apertura del Franklin Manor rappresenta la prima vera traduzione pratica di questo pensiero.L’espansione oltre i confini
Il successo del Franklin Manor diventa il trampolino per nuove aperture. Negli Stati Uniti nascono altri locali, ristoranti e spazi dedicati a concerti e matrimoni. L’imprenditore capisce però che il suo modello può adattarsi anche a scenari internazionali e decide di portarlo all’estero. Ogni nuova città diventa una sfida: non una copia del precedente, ma un adattamento rispettoso del contesto culturale locale. La coerenza con la propria identità resta intatta, ma ogni apertura assume sfumature diverse. È così che il brand cresce, mantenendo un’anima unica e riconoscibile. Oggi la rete costruita da Pescante comprende attività dirette e progetti di consulenza, con una presenza consolidata sia in America che in Europa.Il valore del team
Uno degli aspetti meno appariscenti, ma decisivi, del suo percorso è lo stile di leadership. Pescante non si limita a coordinare dall’alto: lavora insieme al suo staff, ascolta, incoraggia e pretende al tempo stesso. Crede fermamente che la soddisfazione dei clienti nasca dal benessere delle persone che lavorano dietro le quinte. La formazione continua, la valorizzazione del talento e la fiducia data a chi mostra iniziativa sono elementi cardine del suo modo di fare impresa. Nei suoi locali, il personale non vive la routine di un turno, ma partecipa a un progetto comune, in cui l’identità aziendale diventa esperienza condivisa.Hospitality come arte narrativa
Per Pescante, l’ospitalità è racconto. Ogni locale è una sceneggiatura composta da dettagli sensoriali - profumi, luci, musica, materiali - che dialogano con chi varca la soglia. Non c’è nulla di casuale: tutto è orchestrato per far vivere un ricordo che resti nel tempo. La differenza, rispetto a molti competitor, sta proprio qui: non nella standardizzazione, ma nella personalizzazione radicale, capace di distinguere un’esperienza da tutte le altre. Guardando alla sua storia, emerge con chiarezza il messaggio per chi sogna di entrare in questo settore: non esistono scorciatoie. La costruzione di un’impresa richiede cadute, ostacoli, critiche e giornate in salita. Pescante non ha ereditato nulla di pronto: ha realizzato ogni passo con coraggio e ostinazione, fino a trasformare un’intuizione giovanile in un network internazionale. Chiunque oggi voglia aprire un’attività nell’hospitality deve avere ben chiaro che servono tre ingredienti fondamentali: visione, per immaginare un progetto coerente e sostenibile; resilienza, per rialzarsi dopo ogni errore; passione, quella che alimenta la forza di ricominciare ogni giorno. È questa la scintilla che ha guidato Lanfranco Pescante fin dai primi lavaggi di stoviglie oltreoceano. Ed è la stessa scintilla che può accendere il percorso di chiunque sogni di trasformare un’idea in un’impresa.Articolo Precedente
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