A causa dell’emergenza sanitaria di Covid-19 molte aziende hanno deciso di ricorrere allo smart working per salvaguardare la salute dei propri dipendenti e anche l’attività produttiva dell’azienda. Anche nei prossimi mesi si farà ampio uso di questo strumento e quindi è bene comprenderne il funzionamento, come ad esempio capire lo Smart Working come viene retribuito.

Smart Working: procedura di avvio della prestazione

Per quanto riguarda lo Smart Working legato alla crisi sanitaria di Covid-19 esiste una procedura semplificata, in caso di ricorso a questo strumento al di fuori dell’emergenza è necessario concludere un accordo individuale tra il dipendente e l’azienda. In questo accordo vengono disciplinati tutti gli obblighi e tutte le limitazioni da entrambe le parti, che dovranno essere rigorosamente rispettate nei periodi in cui si farà ricorso allo Smart Working.

L’accordo dovrà essere caricato sull’apposita piattaforma disponibile sul sito istituzionale del Ministero del lavoro. La comunicazione, per essere accettata, dovrà riportare tutti i dati del datore di lavoro, quelli del lavoratore, specificare la natura del rapporto di lavoro, la data di assunzione, la tipologia di contratto e la copertura INAIL. Dovrà inoltre essere obbligatoriamente presente la data di sottoscrizione dell’accordo stesso sul lavoro agile e dovrà essere espressamente indicata la sua durata.

Il tema dello Smart Working è piuttosto complesso, vi consigliamo di leggere questa guida per scoprire come viene regolato ogni aspetto del lavoro agile ed il suo funzionamento.

Smart Working come viene retribuito?

I periodi di lavoro che vengono svolti in Smart Working sono considerati come ore lavorative ordinarie. Per questo motivo al dipendente spetterà una retribuzione non inferiore rispetto a quella che avrebbe avuto lavorando nella sede dell’azienda. Oltre alla retribuzione saranno riconosciuti importi anche per straordinari, lavoro supplementare e saranno corrisposte delle maggiorazioni in caso di ricorso a lavoro in orari notturni o in giorni festivi.

Smart Working Smart Working come viene retribuito

Andiamo adesso ad analizzare tutti i casi particolari strettamente collegati alla retribuzione dello Smart Workin. Parleremo prima del ricorso ai buoni pasto per poi approfondire tutto quello che c’è da sapere relativamente a periodi di ferie, permessi o altre tipologie di assenze. Per finire parleremo anche dei premi di produttività durante lo Smart Working.

Buoni pasto

Nel caso dei buoni pasto bisogna specificare che il diritto ai buoni, sia in forma elettronica che cartacea, è strettamente legato alle disposizioni aziendali. Difficilmente gli accordi sull’assegnazione dei buoni pasto includono l’ipotesi dello smart working. In questo caso quindi bisognerà adeguarsi a quelle che sono le decisioni del datore di lavoro.

In ogni caso è necessario che la decisione di assegnare o meno i ticket sia uguale per tutti i dipendenti che ricorrono allo Smart Working, in modo tale da evitare disparità di trattamento.

Ferie, permessi ed altre assenze

Anche i dipendenti che ricorrono allo Smart Working possono fruire di periodi ferie, permessi retribuiti o riduzione dell’orario di lavoro (ROL). Chi si trova in lavoro agile inoltre può non prestare l’attività lavorativa nei seguenti casi:

  • Assenza per donazione del sangue
  • Assenza per permessi legge 104
  • Congedo parentale
  • Congedi obbligatori di maternità
  • Congedo obbligatorio padre lavoratore
  • Ammortizzatori sociali

Premi di produttività

Anche chi lavora in Smart Working ha diritto a ricevere gli importi stabiliti dagli accordi aziendali per il raggiungimento degli obiettivi di produttività o anche obiettivi legati alle ore lavorate. Parliamo quindi dei premi produttività e dei premi presenza. Anche nel caso di Smart Working sarà applicata la tassazione di favore con imposta IRPEF al 10% per i premi di risultato.

Eventuali sanzioni

Anche il lavoratore che svolge da casa la sua attività è tenuto a rispettare tutti gli obblighi e tutti i doveri conseguenti all’applicazione del regolamento aziendale. Resta quindi possibile, di fronte a comportamenti che contraddicono il regolamento, sottoporre il lavoratore, da parte del Datore di lavoro, ad eventuali sanzioni, ammende ed ammonimenti.

Smart Working e malattia

Parliamo adesso del caso specifico del lavoratore dipendente che si ammala durante lo Smart Working. Costui è soggetto agli stessi obblighi che sono previsti per gli eventi morbosi che si verificano durante il periodo di normale lavoro in azienda.

Smart Working e malattia

Sarà quindi tenuto a farsi visitare dal medico curante che dovrà a sua volta trasmettere all’INPS il certificato di malattia telematico. Nel caso in cui non sia possibile l’invio telematico del certificato il dipendente è tenuto a farsi rilasciare copia dell’attestato di malattia che dovrà essere inviato all’azienda entro due giorni dal rilascio e del certificato di diagnosi che dovrà essere consegnato all’INPS nel giro di due giorni dal rilascio.

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  • Post category:Business
  • Post last modified:4 Settembre 2020
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