L’impatto della plastica sull’inquinamento del pianeta terra è di notevole importanza, nella guida di oggi andremo a scoprire insieme come diventare plastic free, cioè come cambiare le nostre abitudini quotidiane per ridurre al minimo l’utilizzo e quindi lo smaltimento della plastica.

Plastica: problema di inquinamento globale

Vivere completamente senza plastica al giorno d’oggi può sembrare una vera e propria missione impossibile ma è inevitabile al giorno d’oggi prendere coscienza che abbiamo un problema di inquinamento globale generato dalla plastica dispersa nell’ambiente, dandosi come obiettivo quello di consumare meno plastica possibile.

La plastica è molto presente nelle nostre vite, sia a livelli macroscopici che microscopici. Ogni giorno utilizziamo tantissimi oggetti fatti completamente o in parte di plastica. Basti pensare ai pc, agli smartphone, la biro con cui scriviamo, l’accendino per i fumatori e tanti altri oggetti che ci circondano.

Per questo motivo non è semplice scoprire come diventare plastic free in senso stesso, piuttosto bisogna intendere il concetto come una manifesta volontà di ridurre al minimo l’utilizzo di oggetti non indispensabili fatti appunto di plastica.

Plastica e inquinamento globale

I dati sono infatti piuttosto allarmanti per far finta che il problema non esista. Negli ultimi 50 anni infatti si stima che la produzione di plastica sia aumentata da circa 5 milioni a più di 300 milioni di tonnellate, di tutta questa plastica si stima che ben 8 milioni all’anno finiscano nell’oceano. Soltanto nel Mediterraneo, ogni giorno, ne finiscono circa 700 tonnellate.

Nei mari di tutto il mondo è presente una tale quantità di plastica che circa la metà degli animali marini ne ha ingerito almeno una parte. A causa di questo è stato calcolato che ben l’85% dei rifiuti marini trovati lungo le coste e sulla superfice del mare, siano composti di plastica.

La plastica in mare rappresenta una vera e propria calamità per i diversi ecosistemi marini ma ha delle implicazioni molto importanti anche sulla nostra salute e su numerosi settori economici della nostra società come ad esempio il turismo e la pesca.

Il problema non è rappresentato soltanto dagli oggetti di plastica di grosse dimensioni ma soprattutto dalle cosiddette microplastiche che hanno una dimensione inferiore ai 5 mm e spesso sono addirittura invisibili all’occhio umano. Queste microplastiche, proprio a causa delle loro ridotte dimensioni, passano con estrema semplicità i filtri delle acque reflue, finendo in mare.

Per approfondire il tema vi consigliamo di leggere quest’analisi per capire quanto la plastica sta inquinando le nostre vite e quali sono le conseguenze sulla nostra salute.

Come diventare plastic free

Il punto focale per scoprire come diventare plastic free è certamente quello di capire come consumare meno e come consumare in modo differente. Tra poco andremo a vedere quali sono le abitudini da cambiare per ridurre al minimo l’impatto della plastica sulla nostra vita ma prima di questo andremo ad analizzare insieme cosa dice la legge riguardo al problema della plastica e quali sono le norme che sono state introdotte di recente per cercare di arginare il problema dell’inquinamento.

Come diventare plastic free

Cosa dice la legge

Il problema dell’inquinamento derivante dalla plastica è entrato negli ultimi anni prepotentemente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e di conseguenza anche dei governi di tutto il mondo. Particolare sensibilità relativamente a questo tema è stata dimostrata dalla Commissione europea che il 16 gennaio 2018 ha introdotto la “Strategia europea per la plastica”, una vera e propria dichiarazione di intenti che ha stabilito degli obiettivi molto importanti.

Strategia eu contro la plastica

Gli obiettivi che l’Unione europea si è prefissata sono molto ambiziosi e una loro attuazione avrebbe senza dubbio un forte impatto sulla riduzione dell’inquinamento derivante dalla plastica dispersa nell’ambiente. Prima di tutto si intende rendere tutti gli imballaggi di plastica dell’UE riciclabili, entro l’anno 2030, le microsfere di plastica aggiunte nei prodotti sono state bandite già dal 2020, tentativo di frenare il consumo di plastica monouso per arginare l’inquinamento che ne deriva per i nostri mari e per finire, entro il 2025 l’obiettivo è di raccogliere il 90% della plastica monouso per bevande.

Ulteriori informazioni qui https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52018DC0028&from=it

Anche l’Italia, recependo le indicazioni dell’Unione Europea, sembra intenzionata a seguire queste linee guida. Di recente infatti è stata introdotta una legge sui sacchetti biodegradabili da usare nei supermercati per l’acquisto di frutta e verdura a cui si è aggiunto dal 1 gennaio 2020 il divieto di vendere prodotti cosmetici con microplastiche.

Come diventare plastic free: Le abitudini da cambiare

Il vero obiettivo per tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente e che sono intenzionati a ridurre l’impatto della plastica sulle nostre vite è certamente quello di trovare il modo di prendersi cura della casa e di se stessi senza inondare l’ambiente di rifiuti plastici.

Per raggiungere tale scopo è necessario considerare tutte le alternative disponibili ai prodotti in plastica, alternative davvero molto varie anche se purtroppo spesso poco sponsorizzate. Chi è alla ricerca di un modo per diventare plastic free dovrà quindi armarsi di molta pazienza ed essere disposto a fare un po’ di ricerca sul territorio per trovare le soluzioni più adatte a modificare il proprio stile di vita.

Sembrerà incredibile ma la cosa più bella di intraprendere un cammino verso uno stile di vita che includa il meno possibile l’utilizzo della plastica è che si tratta di un obiettivo molto semplice, alla portata di tutti e che soprattutto consente di ridurre sin da subito in modo considerevole l’impatto che ogni individuo ha sull’ambiente circostante.

Stiamo parlando di una serie di “sane abitudini” e di “scelte coscienziose” che possano portare ad una riduzione delle sostanze plastiche nella nostra vita. In questo capitolo andremo a vedere quali sono le abitudini da cambiare per raggiungere questo scopo.

Ad esempio parleremo di come eliminare le bottiglie di plastica, come evitare i prodotti usa e getta in generale, come scegliere in modo coscienzioso i prodotti per l’igiene personale, considerare un’alternativa plastic free per lo spazzolino, evitare di usare prodotti come cotton fioc, il vantaggio di preferire l’acquisto di prodotti sfusi, preferire fibre naturali a quelle sintetiche, evitare giochi per i nostri bambini fatti di plastica e tanto altro.

Eliminare le bottiglie di plastica

La prima cosa a cui pensano tutti quando si discute di ridurre l’utilizzo della plastica è di eliminare l’uso di bottiglie di plastica. In Italia infatti ogni anno vengono consumati 208 litri di acqua in bottiglia a testa, particolare che ci rende tra i primi in Europa, dove la media è di circa 105 litri a testa, e secondi al mondo soltanto dietro ai messicani che ne consumano 244 litri.

L’energia impiegata per produrre e distribuire l’acqua in bottiglia è circa 2000 superiore a quella necessaria ad ottenere la stessa acqua dal rubinetto. Per questo motivo è essenziale operare delle scelte più sostenibili anche e soprattutto perché l’acqua disponibile nei comuni italiani è nella quasi totalità dei casi di ottima qualità.

Si tratta di un vero e proprio paradosso, basta infatti pensare che quando è nata l’acqua in bottiglia, negli anni ’70, questo prodotto era deriso perché considerato costoso ed inutile: nessuno avrebbe pagato per avere qualcosa che è possibile ottenere praticamente gratis.

Eliminare le bottiglie di plastica

Tuttavia l’acqua in bottiglia è riuscita ad affermarsi sul mercato grazie a numerose campagne pubblicitarie che hanno spostato l’attenzione sul concetto di “salubrità” e di “purezza” dell’acqua. Particolare anche questo piuttosto falso, l’acqua conservata in bottiglie di plastica è infatti spesso più inquinata di quella che esce dal rubinetto, proprio perché contaminata dalla plastica stessa.

La stragrande maggioranza delle bottiglie di plastica è fatta in PET (polietilene tefeflatato, un materiale che in alcune condizioni rilascia antimonio, una sostanza classificata come cancerogena dall’IARC. Non tutti sanno che questo fenomeno avviene quando l’acqua viene conservata ad alte temperature a contatto con la plastica per un tempo prolungato. Ovviamente come è stato provato da numerose inchieste in giro per l’Europa, i magazzini di distribuzione e soprattutto i negozi al dettaglio quasi mai si preoccupano di stoccare l’acqua in bottiglie plastica in zone ombreggiate per eliminare il rischio della formazione dell’antimonio.

I danni causati all’ambiente dalle bottiglie di plastica sono sia diretti che indiretti, infatti la produzione delle stesse bottiglie in plastica e del loro riempimento con acqua comporta un notevole consumo energetico. Inoltre i consumi collegati al trasporto fino ai negozi e dai negozi al consumatore finale è superiore almeno 6000 volte rispetto a quello derivante dal consumo di acqua del rubinetto.

Per finire bisogna specificare che le bottiglie di plastica hanno un impatto piuttosto elevato sulla quantità di rifiuti prodotta da ogni cittadino. In un anno in Europa vengono infatti vendute circa 50 miliardi di bottiglie di plastica e purtroppo si riesce a riciclarne soltanto il 21,3% mentre il 30% viene bruciato per recuperare energia, il risultato è quindi che ogni anno circa 25 miliardi di bottiglie di plastica vanno a finire nelle discariche o peggio ancora disperse nell’ambiente (ed in mare).

Per questo è possibile pensare di eliminare dalla propria vita le bottiglie di plastica, scegliendo id bere l’acqua del rubinetto, che può essere versata in una brocca o in una bottiglia di vetro per il consumo domestico. Per quando si è fuori casa basta invece dotarsi di una borraccia riutilizzabile, negli ultimi tempi si stanno diffondendo sempre di più le borracce in alluminio, un materiale facile da pulire e capace di mantenere la giusta temperatura dei liquidi.

Evitare prodotti usa e getta

Basta fare mente locale e ci si renderà facilmente conto di come siamo letteralmente circondati, nella vita di tutti i giorni, da oggetti realizzati per essere utilizzati soltanto una volta per poi finire nella spazzatura. Bicchieri di plastica, piatti di plastica, salviette, contenitori degli alimenti, cotton fioc e tanto altro occupano letteralmente un ruolo di primo piano tra i rifiuti quotidiani di ognuno di noi.

Evitare prodotti usa e getta

Esistono tuttavia una serie di prodotti riutilizzabili che sono certamente molto più adatti ad un uso coscienzioso e che oltre a ridurre l’utilizzo della plastica incidono positivamente anche sul portafogli. Per cominciare a ridurre il numero di prodotti usa e getta che consumiamo ogni giorno non dovremo fare altro che prestare la massima attenzione ad individuare cosa incide maggiormente sul volume dei rifiuti che produciamo, provando a sostituirlo con oggetti riutilizzabili.

Ad esempio i piatti, le posate ed i contenitori usa e getta possono essere sostituiti con prodotti in vetro, in metallo od in porcellana. Le cannucce possono essere evitate del tutto. I fazzoletti ed i tovaglioli di carta, almeno in casa, possono essere sostituiti dai vecchi ma sempre utili tovaglioli di stoffa. Le donne possono scegliere di abbandonare i costosissimi ed inquinanti assorbenti passando alla coppetta mestruale.

Allo stesso modo è possibile sostituire l’utilizzo dei rotoloni di carta assorbente per la cucina con dei panni in microfibra o con dei rotoli di carta di bamboo, riutilizzabile più di una volta prima di dover essere gettata. Insomma, non c’è limite all’immaginazione, qualsiasi prodotto usa e getta potrà probabilmente essere sostituito da un prodotto creato per durare.

Lo stesso discorso vale per l’imballaggio dei prodotti alimentari. A chi non è mai capitato di chiedersi se tutti quei vassoietti di plastica e i diversi strati di pellicola di plastica trasparente fossero davvero necessari per avvolgere un pezzo di formaggio o altro? In questo senso bisognerà utilizzare il proprio senso critico, prediligendo dei prodotti confezionati in modo sostenibile a prodotti che invece fanno un uso indiscriminato e spesso inutile della plastica.

Usare borse e sacchetti riutilizzabili

Per molti anni in Italia si è fatto letteralmente un abuso dei sacchetti di plastica per la spesa. Ogni supermercato infatti regalava ai propri clienti buste di plastica non biodegradabili con cui imbustare i propri acquisti per portarli a casa.

Usare borse e sacchetti riutilizzabili

Da un po’ di tempo tuttavia sulla questione la popolazione sembra essersi molto sensibilizzata. Oggi infatti sono in molti a rifiutare i sacchetti della spesa di plastica dal supermercato e dai vari negozi, preferendo invece le borse riutilizzabili, in stoffa o in altri materiali, molto leggere e maneggevoli che occupano davvero poco spazio e possono essere portate sempre con sé, per essere utilizzate per ogni evenienza.

Lo stesso discorso vale per i sacchetti di frutta e verdura che come già detto, da gennaio 2018 sono diventati a pagamento ma sono fatti di materiali al 100% biodegradabili.

Scegliere con attenzione prodotti per l’igiene personale

Probabilmente uno dei settori a presentare una maggior presenza di plastica è quello riservato alla bellezza ed all’igiene personale. I flaconi ed i pacchi in cui sono avvolti i prodotti cosmetici (che spesso a loro volta contengono microplastiche) sono davvero numerosi.

Cosa sono le Microplastiche

Per questo motivo uno dei modi principali per mostrare sensibilità al tema dell’inquinamento è certamente scegliere con cura i propri prodotti per l’igiene personale. Esistono infatti sempre più aziende che scelgono di utilizzare per le confezioni dei prodotti riciclabili e che hanno deciso di eliminare del tutto le microplastiche dai propri prodotti.

Oggi esistono infatti in commercio numerosi prodotti ripensati per non includere plastica nelle confezioni, come ad esempio dentifrici solidi che quindi non sono inseriti nei soliti tubetti composti interamente di plastica, oppure più semplicemente dentifrici venduti all’interno di vasetti di vetro.

Lo stesso discorso vale per numerosi altri prodotti: crema per il corpo, crema per le mani, crema solare, balsamo, scrub labbra, e tanto altro. Per gli uomini è possibile preferire prodotti per la rasatura tradizionali, utilizzando i rasoi in metallo invece che i rasoi usa e getta fatti interamente in plastica.

Cambiare spazzolino

Un discorso a parte lo merita lo spazzolino da denti. Ogni anno infatti una persona consuma in media 6 spazzolini da denti che spesso sono fatti di plastica non riciclabile, quindi un tipo di plastica tra i più inquinanti che esistono. Bisogna quindi avere una certa sensibilità nella scelta dello spazzolino, scegliendo alternative più sostenibili per aiutare l’ambiente.

Esistono in commercio numerose opzioni: spazzolini con testine intercambiabili, spazzolini elettrici, spazzolini in bamboo, spazzolini in legno. Non bisognerà fare altro che scegliere la propria alternativa preferita e fare una scelta di coscienza.

Emergenza cotton fioc

I cotton fioc sono un problema davvero enorme. La maggior parte di questi bastoncini utilizzati per la pulizia del padiglione auricolare hanno infatti l’asticella centrale di plastica. Spesso questi piccoli oggetti vengono gettati nel WC o finiscono per strada cadendo dai nostri sacchetti dei rifiuti, motivo per cui sono diventati tristemente noti tra gli oggetti che invadono maggiormente i nostri mari.

Emergenza cotton fioc

I cotton fioc si accumulano negli oceani, sulle spiagge e spesso vengono scambiati per cibo sia dai pesci che dagli uccelli, causandone la morte. Proprio a causa delle dimensioni ridotte i cotton fioc sono quasi impossibili da recuperare una volta che sono finiti nell’ambiente ed è per questo che molto presto questo tipo di prodotto sarà del tutto bandito. Esistono in commercio numerose alternative come il pulisci orecchie ecologico in bambù.

Acquistare prodotti sfusi

Spesso per pigrizia quando ci si reca al supermercato si acquistano tutti i tipi di prodotti, anche quelli che invece potrebbero essere acquistati in negozi appositi. Ad esempio bisogna sapere che molti fruttivendoli offrono la possibilità di imbustare i prodotti in robusti sacchetti di carta. Nei supermercati invece la frutta è spesso inclusa in un packaging composto esclusivamente di materiali plastici, basti pensare alle mele e le pere, a volte avvolte in plastica anche in confezioni singole.

Oppure lo stesso discorso può valere per le fragole, i mirtilli, l’uva, spesso racchiusi in cofanetti di plastica trasparente. Oltre che per la frutta e la verdura lo stesso discorso può essere fatto per i cereali per la colazione, la pasta, che spesso in Italia non sono ancora presenti in modo capillare ma che negli ultimi tempi si stanno diffondendo sempre di più.

Acquistare prodotti sfusi

Lo stesso discorso vale per i detersivi, le bottiglie di plastica in cui sono conservati sono un vero e proprio problema per l’ambiente, per questo negli ultimi tempi si è molto diffusa la vendita di detersivi sfusi, soluzione che aiuta a salvare l’ambiente e che consente di risparmiare anche qualche euro.

Scegliere fibre naturali

Un problema che molti non immaginano è relativo alle fibre artificiali che sono estremamente diffuse poiché costano poco e consentono di ridurre i prezzi di produzione, particolare che le hanno rese la scelta preferita dal mercato della moda.

Il risultato è che il 63% della produzione tessile di tutto il mondo è costituita da prodotti derivati dal petrolio e fibre artificiali. Sono davvero molti i prodotti che hanno queste caratteristiche come ad esempio i collant in microfibra, alcuni componenti delle sneakers, magliette e camicie in poliestere, coperte in pile che utilizziamo per i nostri letti.

Per questo motivo è preferibile scegliere abiti prodotti in fibre naturali che proprio per la loro stessa natura sono completamente biodegradabili e non rappresentano un problema per l’ambiente.

Scegliere giochi per bambini in legno

Un altro tipo di prodotto che spesso è composto interamente in plastica sono i giochi per bambini. Sicuramente tutti i genitori avranno notato questo particolare, sia nel materiale composto, sia nelle batterie che servono per il funzionamento degli accessori tecnologici.

Un’alternativa sempre più apprezzata è rappresentata dai giochi di legno. Il legno è infatti un materiale molto caratteristico che ha un odore caratteristico e consente di stimolare sia il tatto che l’olfatto del bambino. Inoltre i giocattoli di legno possono essere utilizzati sfruttando maggiormente la fantasia.

Non abbandonare plastica nell’ambiente

Ovviamente per capire come diventare plastic free è essenziale rendersi conto che la cosa più importante è non abbandonare la plastica usata nell’ambiente. Le spiagge ed i fondali marini infatti sono spesso inquinati dai visitatori e questo è in gran parte evitabile semplicemente avendo un maggior senso civico.

Proprio per sensibilizzare relativamente a questo tipo di inquinamento che rappresenta una vera e propria emergenza ambientale, è stata creata da GreenPeace l’app “Plastic Radar” che serve proprio a segnalare la presenza di rifiuti di plastica sulle spiagge, sui fondali o sulla superfice del mare.

Sostituire le spugnette in acrilico con quelle naturali

Per finire bisogna sapere che è possibile sostituire anche le spugnette in acrilico con prodotti in fibre naturali come bambù, cocco o microfibra lavabile. Quelle naturali sono in vendita in tutti i negozi e pur avendo un prezzo leggermente più alto, avendo una durata più lunga rappresentano una soluzione che nel lungo tempo porta un notevole risparmio.

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  • Post last modified:29 Aprile 2020
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