Caricamento...

WizBlog Logo WizBlog

Come gestire un lutto?

05/06/2026

Come gestire un lutto?

Affrontare i lutti nella vita vuol dire sperimentare esperienze tra le più difficili in assoluto.

La società in cui viviamo oggi non aiuta di certo. Ci vuole, infatti, sempre pronti a concretizzare performance stellari, e può diventare per questo complesso fermarsi, anche se per poco, ed elaborare quanto accaduto.

Per fortuna abbiamo dalla nostra parte diversi strumenti che, se usati nel modo giusto e senza pretendere un cambiamento drastico da un giorno con l’altro, possono rivelarsi efficaci.

Il principale è il riconoscimento e la legittimazione delle proprie emozioni. Siamo abituati ad associare al lutto la perdita di una persona cara. Giustissimo, ma ci sono anche altre situazioni altrettanto impattanti.

Sotto al cappello del lutto è possibile includere anche la perdita del proprio animale d’affezione, così come un aborto avvenuto anche all’inizio della gestazione.

Chi vive situazioni che sono fuori dal territorio del lutto “classico” può essere portato a pensare di non aver diritto di essere triste, tanto “Era solo un cane”, “Ero alle prime settimane di gravidanza”.

Capire che le proprie emozioni valgono e che si ha tutto il diritto di manifestare la propria frustrazione è il passo più importante verso il cambiamento.

Prezioso è anche conoscere l’esistenza di diverse fasi da vivere lungo il percorso di elaborazione.

La prima è la negazione, un vero e proprio meccanismo di difesa che tutela la mente da un dolore troppo grande per essere gestito in tempi brevi.

La seconda è la rabbia, grazie alla quale si ha modo di dare sfogo a quell’energia che, se repressa, è in grado di compromettere definitivamente la serenità.

La terza è il tentativo di ripresa di controllo della realtà e della propria lucidità - in questo caso si parla tecnicamente di contrattazione - mentre le ultime due sono la depressione reattiva e l’accettazione.

Il potere dell’elaborazione

Elaborare un lutto quando si presenta è essenziale per la propria serenità e per quella di chi si ama.

Questo obiettivo è la base per non lasciarsi sopraffare dalle emozioni e capire che si possono gestire.

Il rischio, se si trascura tale aspetto, è quello di lasciarsi sopraffare.

Si vivono situazioni in cui, giusto per citare un esempio concreto, a dominare la mente è la sinergia tra lutto e ansia, che può rendere oggettivamente difficili diversi momenti della vita, dalle malattie, agli esami, ai cambiamenti legati al lavoro.

Il riferimento per raggiungere il risultato è la psicoterapia (prima di scegliere un professionista, è cruciale accertarsi che sia regolarmente iscritto all’albo degli psicologi . Tra i vari orientamenti, quello cognitivo comportamentale è quello che permette di ottenere risultati in tempi pressoché brevi, il tutto senza lasciare da parte quei nodi che, di frequente, rendono difficile uscire dalla morsa del dolore.

Il terapeuta aiuta il paziente a gestire le sue emozioni e lo affianca anche  in un altro aspetto di massima importanza: la messa in atto di comportamenti quotidiani di autocura.

Capita frequentemente che, quando si vive un lutto, la voglia di prendersi cura di sé sparisca davanti al dolore.

Si tratta di un circolo vizioso pericoloso nel quale non cadere in quanto, con il tempo, il rischio è quello di cronicizzare la depressione.

Abituarsi ad avere una routine regolare, svegliandosi sempre alla stessa ora e mettendo in pratica atti d’amore verso di sé come l’attività fisica e la cura nella preparazione dei pasti sembra qualcosa di piccolo all’inizio.

Man mano che si procede, ci si accorge che si tratta di un passo enorme verso la serenità e di un modo per ricordarsi della bellezza che si ha intorno e della propria unicità.

La psicoterapia dopo un lutto non è una scelta da deboli, ma un percorso che, invece, può aiutare tantissimo ad approfondire e a liberare emozioni represse per anni, riscrivendo di conseguenza la propria storia per diventarne assoluti protagonisti.