In questa guida parleremo della tecnologia NVIDIA G-Sync e andremo a scoprire che cos’è e se vale la pena per un gamer utilizzarla.

Tutti i gamer sanno bene quanto siano fastidiosi i problemi generati dallo screen tearing e dallo stuttering. In quest’ottica la tecnologia VSync non rappresenta la soluzione perfetta, per risolvere il problema NVIDIA ha introdotto una soluzione temporanea, la tecnologia Adaptive VSync, che aiuta ad evitare i fastidiosi difetti di visualizzazione.

In seguito NVIDIA ha sviluppato quella che appare come la soluzione definitiva, sviluppando un metodo hardware chiamato G-Sync che per essere utilizzato richiede un display specifico oltre ad un chip grafico di qualità GeForce. Per un gamer vale davvero la pena ricorrere alla tecnologia NVIDIA G-Sync? Come funziona esattamente? Andiamo a scoprirlo.

Che cos'è la tecnologia NVIDIA G-Sync

Tecnologia NVIDIA G-Sync: a cosa serve?

I motivi per cui un videogiocatore può aver bisogno di G-Sync sono rappresentati in sostanza da due tipologie di problemi, Il tearing e lo stuttering.

  • Tearing: Questo tipo di problema avviene quando gli output della GPU sono maggiori rispetto alla frequenza di aggiornamento del monitor.
  • Stuttering: Questo problema invece si verifica quando la GPU limitata non riesce ad emettere output alla stessa frequenza con cui si aggiorna il monitor.

VSync, Adaptive VSync e NVIDIA G-Sync

Utilizzando VSync si aveva una limitazione nella frequenza dei fotogrammi alla frequenza di aggiornamento per eliminare l’effetto tearing, mentre per eliminare lo stuttering si aveva una limitazione della frequenza dei fotogrammi alla metà della frequenza di aggiornamento. Questo tipo di soluzione tuttavia causa un certo ritardo nell’input poiché le azioni vengono completamente visualizzate a schermo. Per questo nel 2012 NVIDIA ha introdotto Adaptive VSync.

Lo scopo di Adaptive VSync era quello di fornire tutti i benefici derivanti dall’utilizzo di VSync senza però avere l’effetto stutter. Proprio come avveniva con VSync veniva quindi bloccata la frequenza di aggiornamento dei fotogrammi di gioco mantenendola alla frequenza di aggiornamento del monitor, per evitare l’effetto tearing.

A differenza di quanto avveniva con VSync in Adaptive VSync quando la GPU va sotto sforzo non viene bloccata la frequenza dei fotogrammi ma anzi, le sblocca fino a quando le prestazioni non migliorano, bloccandole poi fino a quando la GPU non comincia ad affaticarsi.

Adaptive VSync e NVIDIA G-Sync

Questa soluzione ha aiutato a ridurre molto l’esperienza visiva negativa del tearing ed ha eliminato quasi del tutto lo stuttering ma NVIDIA ha deciso di fare un ulteriore passo avanti introducendo la tecnologia G-Sync.

Tecnologia NVIDIA G-Sync: che cos’è?

La tecnologia G-Sync è stata introdotta da NVIDIA nel 2013 ed è basata su una tecnologia a frequenza di aggiornamento variabile che rende superate VSync e Adaptive VSync. Questa soluzione è basato su un modulo proprietario presente all’interno dei monitor che sostituisce la scheda scaler e il chip.

La scheda scaler è quella componente che gestisce sia l’elaborazione che la decodifica dell’input dell’immagine, cioè il rendering e controlla inoltre la retroilluminazione. Il modulo G-Sync di NVIDIA ha quindi il pieno controllo della frequenza di aggiornamento del monitor. I primi moduli G-Sync avevano supporto soltanto DisplayPort a 60Hz ma la seconda versione ha introdotto il supporto per la gamma che va da 144Hz a 240 Hz e anche HDMI 1.4. La terza versione ha invece introdotto HDR ed aggiornato ad HDMI 2.0 e Display Port 1.4.

Ovviamente è necessario che il PC sfrutti un chip grafico GeForce abbastanza discreto e che sia compatibile. I driver infatti mettono in comunicazione il modulo G-Sync esterno con la GPU consentendo ad entrambi di restare sincronizzati durante il gioco.

Il tearing e lo stuttering vengono causati sostanzialmente da un problema di tempi. Grazie alla frequenza di aggiornamento variabile GPU e monitor sono sulla stessa pagina almeno in apparenza. Per impedire il tearing ad esempio, quando un frame arriva nel buffer della GPU, avviene una scansione per controllare l’eventualità che il monitor si trovi nel mezzo del blanking verticale.

Ovviamente non è possibile collegare qualsiasi monitor al proprio PC e aspettarsi che G-Sync funzioni. Questa funzionalità infatti si fonda su componenti hardware da entrambe le parti del cavo e ha bisogno di un monitor NVIDIA o che supporti lo standard Adaptive Sync di VESA.

Per questo motivo, dal 2013, i maggiori produttori di monitor hanno cominciato a dar vita a monitor per notebook o pc desktop con il modulo di NVIDIA. Per questo, tra gli altri motivi, il supporto 4k HDR non è arrivato su G-Sync fino al 2018. Bisogna inoltre segnalare che questi monitor non sono affatto economici.

Tecnologia NVIDIA G-Sync: vale la pena utilizzarla?

Ora che abbiamo ben chiaro che cos’è e come funziona G-Sync è lecito chiedersi se valga la pena davvero acquistarla. Ogni appassionato di videogiochi presto o tardi si ritrova di fronte a questo interrogativo.

La nostra risposta è che se siete dei gamers che giocano a videogiochi che richiedono esperienze fotorealistiche con frequenze di fotogrammi elevate allora NVIDA G-Sync può essere una buona soluzione. Chi ha intenzione di giocare al PC e ricerca un’esperienza che sia il massimo del coinvolgimento dovrebbe considerare seriamente di investire in G-Sync.

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  • Post category:Hardware
  • Post last modified:12 Settembre 2020
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